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martedì 4 febbraio 2014

Bulbs

L'arrivo di febbraio mi proietta sempre verso la primavera e così comincio a circondarmi di fiori delicati che diffondono un buonissimo odore e danno un tocco di colore alle giornate ancora grigie!

 Lo ammetto non ho il cosiddetto pollice verde,non ho (ahimè) un giardino e il terrazzo ha una posizione troppo soleggiata ,e se ci mettiamo pure il clima caldissimo delle mie parti……capite bene che queste combinazioni non giocano proprio a mio favore !! Ma i bulbi…. i bulbi sono un altra cosa !

Che febbraio sarebbe senza avere per casa giacinti e muscari? li adoro e poi so anche come curarli! Già perché non occorre un giardino (dove peraltro formano delle splendide macchie di colore) per avere una bella fioritura di questi bulbi.

 Se  acquistiamo i giacinti già fioriti possiamo metterli in contenitori di vetro,latta,tazze insomma spazio alla fantasia , e alla fine della fioritura recidiamo i fiori e le parti danneggiate e mettiamo i bulbi all'asciutto e al buio…..

 Da ottobre a novembre possiamo riporli anche in appositi contenitori di vetro riempiti d'acqua facendo in modo che il bulbo sia vicinissimo all'acqua ma non la tocchi,l'acqua andrà cambiata ogni 4-5 giorni aggiungendo ogni volta dei granelli di sale.

Ovviamente i vasetti andranno messi al buio e dopo circa 8-10 settimane vedremo spuntare le prime infiorescenze e potremo spostare i vasetti alla luce.

 Anche i muscari sono facili da coltivare : non temono il freddo anche se prediligono posizione soleggiate! Anche per loro se abbiamo dei bulbi in vaso,dopo la fine della fioritura possiamo porre i bulbi in un luogo asciutto per poi metterli a dimora in autunno.

Come dicevo sopra mi piace averli per casa, anche perché sono un ottimo elemento decorativo Non me ne vogliano le amiche che del giardinaggio sono maestre ,per questa piccola condivisione del mio minuscolo sapere che mi piaceva condividere.













   foto via pinterest

Non me ne vogliano le amiche che del giardinaggio sono maestre per questa piccola condivisione del mio minuscolo sapere su queste piante e se ho scritto delle corbellerie correggetemi!!

giovedì 23 febbraio 2012

Voglia di fiori....

Sarà che qui piove ininterrottamente da tre giorni,sarà che questo inverno anomalo non mi piace per niente ( e non perchè qui faccia troppo freddo ma il contrario nonostante le giornate uggiose), ma ho voglia di circondarmi di  colori delicati,di profumi che mi riportano a tempi migliori insomma ho voglia di quel tocco semplicissimo che rallegrta tutta la casa .....i fiori

















che sensazione meravigliosa che  provo guardando queste foto...resterei qui per ore a sognare.....
spero di aver fatto sognare anche voi.......              (immagini via web)

sabato 7 maggio 2011

Pink and white roses (un augurio a tutte le mamme)

Buongiorno come va? qui oggi splende il sole e il mio umore ne è benevolmente influenzato! Oggi parliamo di rose un altro dei miei fiori preferito soprattutto se bianche oppure rosa tenue.

Le rose sono una sorta di vocabolario vegetale.
A seconda del colore o della specie, infatti, possono portare una infinità di messaggi diversi.
Prima di conoscerli, però è doveroso soffermarsi
sul significato più importante, che le accomuna tutte:
universalmente la rosa è simbolo del segreto, delle cose da non rivelare
o da trattare con la massima discrezione.
I suoi petali, infatti sovrapposti in modo concentrico, si raccolgono in un bocciolo centrale
che in molte varietà non si schiude mai del tutto:
un piccolo e delicato scrigno che non deve essere forzato per nessuna ragione.
Non a caso, la rosa ancora chiusa incarna la castità femminile,
mente quella aperta simboleggia le bellezza effimera della gioventù.
Il suo profumo è detto il profumo dei profumi, ha influssi sulla bellezza e sulla sensibilità.
la gioia, la dolcezza, la gloria e l'umiltà, i sentimenti più teneri o più appassionati,
tutto si può esprimere con la rosa, simbolo da sempre della bellezzza.La rosa bianca simboleggia l'amore puro e la rosa rosa pallido la gioia,ma a proposito di rose rosa ho scovato una piccola ,bellissima leggenda:
La figlia piccola di un pastore era intenta ad accudire il gregge del
padre in un pascolo vicino Betlemme, quando vide degli altri
pastori che camminavano speditamente verso la città. Si avvicinò
e chiese loro dove andavano cosi di fretta. Gli risposero che
quella notte era nato il bambino Gesù e che loro stavano andando
a rendergli omaggio portandogli della frutta, miele e una colomba
bianca.
La ragazzina avrebbe tanto voluto andare con i pastori per vedere il
Bambino Gesù, ma non aveva niente da portare come regalo. I
pastori andarono via e lei rimase da sola e triste, così triste
che cadde in ginocchio piangendo. Le sue lacrime cadevano nella
neve mentre guardava il cielo in quella notte così stranamente
luminosa. La ragazzina non sapeva che un angelo aveva assistito
alla sua disperazione. Quando abbassò gli occhi si accorse che le
sue lacrime erano diventate delle bellissime rose di un colore
rosa pallido. Felice, si alzò e le raccolse.
Adesso aveva qualcosa da portare in dono.
Partì subito verso la città e portò il mazzo di rose a Maria
come dono per il figlio appena nato.















voglio finire con un augurio a tutte le mamme,quelle che lo sono,quelle che lo diventeranno pesto e quelle che hanno tanto amore da dare da donarlo ai loro figli adottivi che considerano le loro creature.... 
Ogni parola che scrivo è soltanto un altro modo per dire il tuo nome.
Anche se scrivo cielo, terra, musica, dolore, io sto scrivendo
sempre e soltanto mamma.


A mia madre
De Amicis
 


Non sempre il tempo la beltà cancella
o la sfioran le lacrime e gli affanni
mia madre ha sessant'anni e più la guardo
e più mi sembra bella.
Non ha un accento, un guardo, un riso
che non mi tocchi dolcemente il cuore.
Ah se fossi pittore, farei tutta la vita
il suo ritratto.
Vorrei ritrarla quando inchina il viso
perch'io le baci la sua treccia bianca
e quando inferma e stanca,
nasconde il suo dolor sotto un sorriso.
Ah se fosse un mio prego in cielo accolto
non chiederei al gran pittore d'Urbino
il pennello divino per coronar di gloria
il suo bel volto.
Vorrei poter cangiar vita con vita,
darle tutto il vigor degli anni miei
Vorrei veder me vecchio e lei...
dal sacrificio mio ringiovanita!
 se siete state così coraggiose da arrivare in fono a questo kilometrico post avete tutta la mia ammirazione.....

lunedì 18 aprile 2011

La magia dei fiori

Nulla porta più allegira in casa di un mazzo di fiori.....basta un vasettino e un astanza triste in una giornata uggiosa diventa subito in festa! Non so se vi ho già detto che i ranuncoli sono tra i miei fiori preferiti in assoluto!Il nome deriva dal latino "piccola rana" ed è dovuto al fatto che questo fiore vive in zone paludose. E' conosciuto anche come botton d'oro perché i suoi fiori sono gialli. La tradizione vuole che siano portati, durante la Settimana Santa, sugli altari dedicati alla Madonna. Infatti una leggenda narra che i ranuncoli furono creati da Gesù che, per rendere omaggio a sua Madre, trasformò le stelle in fiori. Il Ranuncolo è simbolo di bellezza malinconica.girando sul web ho trovato anche un'altra leggenda su questi fiori.....
LA LEGGENDA DEI BOTTON D’ORO
Sopra Pieve di Cadore, sul monte Rico, dove ora ci sono i ruderi di un forte, sorgeva una volta un castello, era un castello con un grande parco e vi abitava un re. Questo re aveva naturalmente una moglie, la regina, ed un figlio, il principe.
Il principe era scapolo e i suoi genitori desideravano disperatamente che si sposasse; gli avevano fatto conoscere tutte le principesse della zona, ma a lui nessuna andava bene.
" Mi sposerò solo per amore, e quando troverò la ragazza giusta." Diceva.
Vicino a Pieve c’è un altro paese, Tai, che ora si trova nella vecchia val del Boite, ma che a quei tempi era nella val del Boite, visto che il fiume non aveva ancora deviato il suo corso. Le ragazze si recavano ogni giorno in un posto chiamato "la Peschiera" dove l’acqua faceva un’ansa e scorreva un po’ meno rapida, a lavare i panni. Anche i giovanotti vi andavano per far la corte alle ragazze. Ce n’era una, Gemma dalle lunghe trecce bionde, che era la più bella. Sembrava davvero una regina quando, col cesto dei panni lavati posato sulla testa ,avanzava ancheggiando. Scendeva al fiume con la sorella Ughetta, carina anche lei, ma che non reggeva il paragone.
Gemma era quasi fidanzata con Armando, un gran bel ragazzo che le altre le invidiavano, perché tutte erano segretamente un po’ innamorate di lui. Quando, dopo aver finito di lavare, si apprestava a tornarsene a casa, lui l’affiancava per tutta la strada e le cingeva la vita con il braccio.( Io trovo che avrebbe fatto meglio a portarle la cesta dei panni ) .
Un giorno in carrozza passarono il re e la regina, seguiti dal principe a cavallo. Armando quella sera non c’era e Gemma e Ughetta avanzavano con la cesta sul capo. Come le vide il principe fermò il cavallo e, indicando Gemma, disse ai suoi genitori che, nel frattempo ,avevano fermato la carrozza: " Io sposerò quella ragazza."
Detto fatto la fece salire sul cavallo e la portò a palazzo reale. La fanciulla fu rivestita di nuovo ed iniziò il periodo del fidanzamento.
Non si può dire che alla reggia non si trovasse bene; bei vestiti, buoni cibi, e poi il principe era anche simpatico. La portava a spasso per il parco che arrivava fino al roccolo di sant’ Elpidio e da lì poteva ammirare il Piave, che scorreva in fondo alla valle, e, di lontano, le Marmarole. Di tanto in tanto scendevano a Pieve dove, alla locanda Tiziano, potevano bersi un succo di mirtilli.
Ma Gemma non era del tutto felice, si rendeva conto dell’enorme fortuna che le era capitata ma, sotto sotto, le serpeggiava una certa inquietudine. Era stata prescelta e questo, sul principio, aveva stuzzicato il suo orgoglio, ma un po’ alla volta aveva cominciato a sentirsi un oggetto senza volontà. Il principe era gentile e simpatico, ma aveva detto subito:" Io sposerò quella ragazza." Dando per scontato che "quella ragazza" fosse d’accordo.
Il giorno delle nozze Gemma fu rivestita di un abito bianco su cui spiccavano dei bottoni d’oro fatti a forma di fiore. Si guardò allo specchio e si vide bellissima, ma la gioia non c’era, si sentiva intrappolata in una gabbia d’oro. Le prese una gran nostalgia del suo mondo, di Armando, che certamente l’amava, delle amiche, della sorella Ughetta. "Chissà come sentiranno la mia mancanza!" pensò. Senza riflettere uscì dalla reggia, scese nelle scuderie, salì su un cavallo e via, al galoppo verso la Peschiera! Era l’ora in cui le ragazze, terminato il bucato, tornavano a casa. Gemma le vide che camminavano altere con la loro cesta sulla testa chiacchierando e ridendo, davanti a tutte c’era sua sorella Ughetta con al fianco Armando, che delicatamente, con un braccio le cingeva la vita.
" Ho contato così poco per loro che mi hanno già dimenticata! –pensò con dolore Gemma –ed io che ho lasciato una reggia!"
L’acqua del fiume scorreva rapida e tumultuosa " Vieni, - sembrava dire – io sono il rimedio per tutti i tuoi mali!"
La ragazza salì sul moletto lì vicino e si gettò tra i flutti. Ma... non morì. Si trovò tutta sporca di fango, ma viva. Era successo che il Boite aveva scelto proprio quel momento per cambiare corso. In quel mentre sopraggiunse a cavallo il principe.
"O mia bella Gemma non te la sentivi di sposarmi? Perdonami, mi rendo conto di aver sbagliato, ho deciso tutto io senza chiedere mai il tuo parere. Non ti ho nemmeno chiesto se mi volevi sposare.!"
Lei scoppiò a piangere e le lacrime le lasciavano righe chiare sulla faccia nera di fango.
Lui l’aveva capita e la trovava ancora bella, nonostante fosse sporca e infangata. Con un groppo alla gola gli chiese: "Vuoi sempre sposarmi, o mio principe?"
"Certo – rispose – se tu mi vuoi, vedrai che saprò farmi amare da te."
Ma lei già lo amava e non solo perché era il principe ,ma anche perché era un uomo che sapeva capirla.
Tornarono alla reggia e celebrarono le nozze con grande pompa.
Dopo la festa una cameriera prese il vestito infangato per ripulirlo e si accorse che mancavano i bottoni d’oro a forma di fiore. Si erano staccati quando Gemma si era buttata nel fango; ma per quanto li cercassero, nessuno riuscì a trovarli.
Da allora ,tutti gli anni a primavera ,alla Peschiera, che ora è una zona umida all’uscita dell’abitato di Tai verso Valle, fioriscono i Botton d’oro, i bei fiori gialli della famiglia delle ranuncolacee, per ricordare la storia della bella Gemma che sposò il principe.non è romantica? se avete avuto la pazienza di arrivare fino in fondo a questo post,vi ripagherò con le immagini meravigliose di questo fiore....










vi auguro un buon inizio di settimana....gli altri fiori che preferisco li scoprirete in altri post! un bacione a tutte