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lunedì 18 aprile 2011

La magia dei fiori

Nulla porta più allegira in casa di un mazzo di fiori.....basta un vasettino e un astanza triste in una giornata uggiosa diventa subito in festa! Non so se vi ho già detto che i ranuncoli sono tra i miei fiori preferiti in assoluto!Il nome deriva dal latino "piccola rana" ed è dovuto al fatto che questo fiore vive in zone paludose. E' conosciuto anche come botton d'oro perché i suoi fiori sono gialli. La tradizione vuole che siano portati, durante la Settimana Santa, sugli altari dedicati alla Madonna. Infatti una leggenda narra che i ranuncoli furono creati da Gesù che, per rendere omaggio a sua Madre, trasformò le stelle in fiori. Il Ranuncolo è simbolo di bellezza malinconica.girando sul web ho trovato anche un'altra leggenda su questi fiori.....
LA LEGGENDA DEI BOTTON D’ORO
Sopra Pieve di Cadore, sul monte Rico, dove ora ci sono i ruderi di un forte, sorgeva una volta un castello, era un castello con un grande parco e vi abitava un re. Questo re aveva naturalmente una moglie, la regina, ed un figlio, il principe.
Il principe era scapolo e i suoi genitori desideravano disperatamente che si sposasse; gli avevano fatto conoscere tutte le principesse della zona, ma a lui nessuna andava bene.
" Mi sposerò solo per amore, e quando troverò la ragazza giusta." Diceva.
Vicino a Pieve c’è un altro paese, Tai, che ora si trova nella vecchia val del Boite, ma che a quei tempi era nella val del Boite, visto che il fiume non aveva ancora deviato il suo corso. Le ragazze si recavano ogni giorno in un posto chiamato "la Peschiera" dove l’acqua faceva un’ansa e scorreva un po’ meno rapida, a lavare i panni. Anche i giovanotti vi andavano per far la corte alle ragazze. Ce n’era una, Gemma dalle lunghe trecce bionde, che era la più bella. Sembrava davvero una regina quando, col cesto dei panni lavati posato sulla testa ,avanzava ancheggiando. Scendeva al fiume con la sorella Ughetta, carina anche lei, ma che non reggeva il paragone.
Gemma era quasi fidanzata con Armando, un gran bel ragazzo che le altre le invidiavano, perché tutte erano segretamente un po’ innamorate di lui. Quando, dopo aver finito di lavare, si apprestava a tornarsene a casa, lui l’affiancava per tutta la strada e le cingeva la vita con il braccio.( Io trovo che avrebbe fatto meglio a portarle la cesta dei panni ) .
Un giorno in carrozza passarono il re e la regina, seguiti dal principe a cavallo. Armando quella sera non c’era e Gemma e Ughetta avanzavano con la cesta sul capo. Come le vide il principe fermò il cavallo e, indicando Gemma, disse ai suoi genitori che, nel frattempo ,avevano fermato la carrozza: " Io sposerò quella ragazza."
Detto fatto la fece salire sul cavallo e la portò a palazzo reale. La fanciulla fu rivestita di nuovo ed iniziò il periodo del fidanzamento.
Non si può dire che alla reggia non si trovasse bene; bei vestiti, buoni cibi, e poi il principe era anche simpatico. La portava a spasso per il parco che arrivava fino al roccolo di sant’ Elpidio e da lì poteva ammirare il Piave, che scorreva in fondo alla valle, e, di lontano, le Marmarole. Di tanto in tanto scendevano a Pieve dove, alla locanda Tiziano, potevano bersi un succo di mirtilli.
Ma Gemma non era del tutto felice, si rendeva conto dell’enorme fortuna che le era capitata ma, sotto sotto, le serpeggiava una certa inquietudine. Era stata prescelta e questo, sul principio, aveva stuzzicato il suo orgoglio, ma un po’ alla volta aveva cominciato a sentirsi un oggetto senza volontà. Il principe era gentile e simpatico, ma aveva detto subito:" Io sposerò quella ragazza." Dando per scontato che "quella ragazza" fosse d’accordo.
Il giorno delle nozze Gemma fu rivestita di un abito bianco su cui spiccavano dei bottoni d’oro fatti a forma di fiore. Si guardò allo specchio e si vide bellissima, ma la gioia non c’era, si sentiva intrappolata in una gabbia d’oro. Le prese una gran nostalgia del suo mondo, di Armando, che certamente l’amava, delle amiche, della sorella Ughetta. "Chissà come sentiranno la mia mancanza!" pensò. Senza riflettere uscì dalla reggia, scese nelle scuderie, salì su un cavallo e via, al galoppo verso la Peschiera! Era l’ora in cui le ragazze, terminato il bucato, tornavano a casa. Gemma le vide che camminavano altere con la loro cesta sulla testa chiacchierando e ridendo, davanti a tutte c’era sua sorella Ughetta con al fianco Armando, che delicatamente, con un braccio le cingeva la vita.
" Ho contato così poco per loro che mi hanno già dimenticata! –pensò con dolore Gemma –ed io che ho lasciato una reggia!"
L’acqua del fiume scorreva rapida e tumultuosa " Vieni, - sembrava dire – io sono il rimedio per tutti i tuoi mali!"
La ragazza salì sul moletto lì vicino e si gettò tra i flutti. Ma... non morì. Si trovò tutta sporca di fango, ma viva. Era successo che il Boite aveva scelto proprio quel momento per cambiare corso. In quel mentre sopraggiunse a cavallo il principe.
"O mia bella Gemma non te la sentivi di sposarmi? Perdonami, mi rendo conto di aver sbagliato, ho deciso tutto io senza chiedere mai il tuo parere. Non ti ho nemmeno chiesto se mi volevi sposare.!"
Lei scoppiò a piangere e le lacrime le lasciavano righe chiare sulla faccia nera di fango.
Lui l’aveva capita e la trovava ancora bella, nonostante fosse sporca e infangata. Con un groppo alla gola gli chiese: "Vuoi sempre sposarmi, o mio principe?"
"Certo – rispose – se tu mi vuoi, vedrai che saprò farmi amare da te."
Ma lei già lo amava e non solo perché era il principe ,ma anche perché era un uomo che sapeva capirla.
Tornarono alla reggia e celebrarono le nozze con grande pompa.
Dopo la festa una cameriera prese il vestito infangato per ripulirlo e si accorse che mancavano i bottoni d’oro a forma di fiore. Si erano staccati quando Gemma si era buttata nel fango; ma per quanto li cercassero, nessuno riuscì a trovarli.
Da allora ,tutti gli anni a primavera ,alla Peschiera, che ora è una zona umida all’uscita dell’abitato di Tai verso Valle, fioriscono i Botton d’oro, i bei fiori gialli della famiglia delle ranuncolacee, per ricordare la storia della bella Gemma che sposò il principe.non è romantica? se avete avuto la pazienza di arrivare fino in fondo a questo post,vi ripagherò con le immagini meravigliose di questo fiore....










vi auguro un buon inizio di settimana....gli altri fiori che preferisco li scoprirete in altri post! un bacione a tutte

18 commenti:

biancamargherita ha detto...

Che bello questo post! Me lo sono letto d'un fiato... ho scoperto molte cose che non conoscevo su questo fiore che è anche tra i miei favoriti... non vedo l'ora, ogni primavera, che arrivi... io trovo che questo umile fiore di palude sia bello al pari di una rosa antica...
un bacio!

Iulia ha detto...

me ne hai fatto innamorare..ho visto varie volte questo bellissimo fiore ma non ne conoscevo il nome..e adesso dopo la camelia è uno dei miei fiori preferiti...mi hai suggerito un post da fare..baci..iulia

Raffaella ha detto...

Adoro i ranuncoli... ma non conoscevo questa storia... grazie!

Raffaella ha detto...

Adoro i ranuncoli... ma non conoscevo questa storia... grazie!

Ilenia ha detto...

cOMPLIMENTI BELLISSIMO POST!!!!! BACIONIIIII!!!!!

Cinzia ha detto...

Dolcissimo post con foto altrettanto dolci...nn sapevo questa storia, grazie di avercela raccontata.
Cinzia

Shabby soul ha detto...

Magnifici ranuncoli. E poi durano tantissimo anche come fiori recisi.
Proprio ieri ho scovato in un mercatino dell'antiquariato una brocca come quella bianca dell'ultima foto. Adoro!
Buona giornata
Silvia

"bear's house" ha detto...

TESORAAAAAAAAA

BELLISSIMO...

Le foto poi!

Quella con il libro...una meraviglia!!!

Baciotttttttttttti e AUGURIIIIIIIIIIIII...sarò assente fino alla prossima settimana!

Baciiiiiiii e auguri tesoro di cuore a te e family!!! Kisssssssssses...NI

Francesca ha detto...

Bellissimo questo post!! Le immagini favolose di un fiore incantevole, e la leggenda mi è tanto piaciuta!!!
Un buon inizio settimana a te
Baci
Francy

Rosetta ha detto...

Cara Giovanna anch'io amo i ranuncolima non conoscevo la loro storia,hai mandato delle immagini bellissime,grazie fanno bene al cuore,Rosetta

Paola ha detto...

Bellissima favola!o leggenda che dir si voglia. i ranuncoli li adoro e soprattutto quelli che nascono spontanei nei prati, così gialli , stupendi....li coglievo sempre e li mettevo in un vasetto nella mia camerina.I fiori in casa portano davvero tanta allegria; mia madre diceva" Quando ho i fiori, mi sento una regina!" ed aveva ragione.
Bene, con l'occasione ti voglio lasciare gli auguri di una buona Pasqua, da trascorrere in allegria con tutti i tuoi cari. Un abbraccio

Federica ha detto...

Bellissimo post, fiori che adoro e storia che racconterò alla mia principessa!
A presto
Federica

MariCrea ha detto...

Che meraviglia...e che foto stupende hai scelto!
Bacio
mari

Cinzia ha detto...

BElla storia, veramente romantica! Il ranuncolo è un fiore molto bello e anche fotogenico :-)
BAcio!

lory ha detto...

ma che bel post.....i fiori sono un incanto...un abbraccio lory

paola ha detto...

Ciao cara! Ecco un'altra cosa che abbiamo in comune, io adoro i ranuncoli! Un anno li ho comprati e piantati in giardino, ma sono appassiti subito, forse perchè qui da me fa troppo caldo in estate..
Sono fiori delicati e bellissimi :)
Un bacione grande
paola

michela {maison} ha detto...

Che bella storia...e che bei fiori! Li ho piantati anch'io quest'anno, peccato che stanno sfiorendo, sono davvero belli...i miei preferiti sono quelli bianchi e quelli rosa, vado in giardino, mi hai fatto venir voglia di colgiere gli ultimi bocci rimasti e metterli in casa!
A presto
Michela

il mondo di Iris ha detto...

Non conoscevo questa leggenda,
ma ti assicuro che i prati in Alpago pieni di ranuncoli gialli e non ti scordar di me azzurri sono un opera d'arte.
Angela